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20090325

una funzione editoriale servendosi solo di essere umani

A Venky Harinarayan e Anand Rajaraman, indiani formatisi a Bangalore e appena sbarcati a Silicon Valley, fondatori del motore di ricerca Kosmix, essere accostati a Page e Brin, i fondatori di Google, piace fino a un certo punto. Preferiscono la definizione di "ibrido": Google, Wikipedia, aggregatori di news. Sta di fatto che le aspettative sul futuro di Kosmix, una startup forte già di 65 dipendenti specializzata in ricerche su Internet, sono molto alte.

Il loro prodotto l’omonimo motore di ricerca viene indicato da esperti e guru dell’informatica come la prossima rivoluzione del web. E in molti hanno investito nella società, che ha già raccolto fondi per 55 milioni di dollari da grandi aziende come Time Warner, Accel Partners, Lightspeed Venture Partners, e potenti privati come il Ceo di Amazon, Jeff Bezos.
Tanta fiducia nasce dalle premesse su cui si basa Kosmix. Le funzioni del motore sono innovative. Il risultato di una ricerca non genera una semplice lista delle pagine che contengono la parola chiave digitata. Ma dà vita a un vero e proprio miniportale che tratta esaustivamente e organicamente l’argomento indicato dall’utente. L’hanno chiamata "encyclowebia".
Un passo avanti che potrebbe trasformare l’attuale esperienza di internet. Cambiando non solo il modo in cui le persone cercheranno e otterranno informazioni, ma mettendo in crisi tutti gli attuali "poteri forti" del web. Kosmix potrebbe rendere inutili gran parte dei portali e dei giornali online specializzati. E superare la tecnologia dei moderni motori di ricerca, Google in primis. I due giovani indiani (sono entrambi nati a Mumbay,) non hanno concepito il loro motore di ricerca rivoluzionario in un garage della California.
Ci sono arrivati passo passo: laureati all’università di Madras, prima hanno lavorato per Amazon in India. Poi hanno creato motori di ricerca, in proprio, sempre più raffinati, come Junglee, il primo shopping search engine del mondo, venduto alla stessa Amazon per 250 milioni di dollari.
«Non penso che Kosmix possa mai competere con motori come Google», ha spiegato Venky Harinarayan. «I motori di ricerca tradizionali svolgono il lavoro per cui sono progettati, cioè trovare i documenti più significativi contenenti la parola chiave immessa dall’utente. L’obiettivo di Kosmix, invece, è fornire il maggior numero di informazioni possibili riguardo l’argomento selezionato». Alla base di Kosmix c’è un approccio diverso da quello degli altri motori di ricerca, chiamato "vertical search": non indicizza le pagine del web in base alle parole contenute in esse, ma le organizza per argomento. In questo modo Kosmix ha generato una tassonomia dei contenuti di internet, formata da quasi 5 milioni di categorie: dai gruppi musicali ai tipi di formaggio, dalla cinematografia alle destinazioni turistiche. Così, digitando il nome di una località nella casella di ricerca di Kosmix, si otterranno tutte – o quasi – le informazioni che la riguardano: l’omonima entry di Wikipedia, i luoghi di interesse, i ristoranti, le mostre, ma anche i video, le news e i blog specializzati.
Tutto il materiale viene organizzato in una pagina-portale facilmente consultabile e personalizzabile dagli utenti. L’obiettivo è di creare una home page non ufficiale di ogni argomento presente su Internet.

Se Kosmix dovesse riuscire nell’intento, i portali d’informazioni diventerebbero inutili. I contenuti potrebbero essere reperiti dagli utenti con una semplice ricerca. E anche i siti di informazione specializzati, che già erano stati messi in difficoltà dalla nascita degli aggregatori di notizie, potrebbero ricevere da Kosmix il colpo di grazia.

Lo dimostra RightHealth, la versione "test" del motore, specializzata in campo medico, lanciata dalla stessa Kosmix. Resa pubblica nel 2007, in poco più di un anno ha scavalcato quasi tutti i rivali del settore, diventando il secondo sito di argomenti medici più visitato al mondo.

Essendo anch’esso un aggregatore che non crea contenuti originali, Kosmix offre ai suoi utenti solo link che rimandano alle pagine di siti esterni.

Ma se dovesse attrarre un’audience abbastanza grande, potrebbe competere direttamente con loro, riducendo i loro accessi e – soprattutto – i loro incassi pubblicitari. Un po’ come avvenne con le pagine sportive dei quotidiani online dopo la nascita di GoogleNews e simili. Dopotutto con l’esplosione dell’informazione sul web, è sempre più difficile avere una funzione editoriale servendosi solo di essere umani. È molto più efficiente rimpiazzare i giornalisti con degli algoritmi di ricerca. Kosmix offre a tutti un editor specializzato per ogni argomento. Ha commentato Rajaraman: «Il mondo dei media è in una fase di transizione, e le transizioni non sono mai comode. Insomma, c’è sempre un vincitore e un perdente».

I rivali di Google venuti dall’India LA STORIA - VALERIO MACCARI

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